giovedì, 17 luglio 2008
Primo test di gravidanza... negativo.
Il primo.

Davvero avrei voluto che qualcuno mi facesse educazione sessuale da ragazzina.
postato da: Heresiae alle ore luglio 17, 2008 15:41 | Permalink | commenti (2)
categoria: me , via dei matti, ilbaro
sabato, 12 luglio 2008
Oggi il mio amore è stato proclamato specialista in Fisica Medica con 70/70.
Mi sento orgogliona e molto ignorantona!
postato da: Heresiae alle ore luglio 12, 2008 02:27 | Permalink | commenti
categoria:torino, via dei matti, ilbaro
martedì, 08 luglio 2008
Sul lavoro sono una mezza introversa, cerca di farsi il più possibile i cazzi suoi e di non lasciarsi coinvolgere in beghe preesistenti e nuove.
Nella vita sono una mezza filosofa per finta, che lascia il drammaticismo agli sceneggiatori di Un posto al sole.
In amore sono un'impulsiva a metà, che cerca di mettere a tacere la sua parte paranoica e razionalista cercando di godermi il più possibile l'attimo.
Ma quando si tratta di soldi, sono un finanziere privo di scrupoli, Paperon de Paperoni, un bocconiano milanese e quando ti comporti male con me, io mi incazzo e spero di rivederti solo per fare il culo a strisce.

Capito Simone?
Giusto per non fare nomi.
postato da: Heresiae alle ore luglio 08, 2008 20:16 | Permalink | commenti
categoria: me , torino, via dei matti
venerdì, 04 luglio 2008
Ogni giorno...

... si apprendono cose nuove.
Come questa.

Che bello.
postato da: Heresiae alle ore luglio 04, 2008 23:51 | Permalink | commenti
categoria:via dei matti, cercando di acculturarsi
venerdì, 04 luglio 2008
E se non puoi la vita che desideri

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo per quanto sta in te
non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo
degli incontri e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea.

Constantinos Kevaflis,
Cinquantacinque Poesie

La cortesia dei non vedenti

Il poeta legge le poesie ai non vedenti.
Non pensava fosse così difficile.
Gli trema la voce.
Gli tremano le mani.

Sente che ogni frase
è quì messa alla prova dell'oscurità.
Dovrà cavarsela da sola,
senza luci e colori.

Un'avventura rischiosa
per le stelle dei suoi versi,
e l'aurora, l'arcobaleno, le nuvole, i neon, la luna,
per il pesce finora così argenteo sotto il pelo dell'acqua,
e per lo sparviero, così alto e silenzioso nel cielo.

Legge -perchè ormai è troppo tardi per non farlo-
del ragazzo con la giubba gialla in un prato verde,
dei tetti rossi, che puoi contare, nella valle,
dei numeri mobili sulle maglie dei giocatori
e della sconosciuta nuda sulla porta schiusa.

Vorrebbe tacere -benchè sia impossibile-
di tutti quei santi sulla volta della cattedrale,
di quel gesto d'addio al finestrino del treno,
di quella lente del microscopio e del guizzo di luce dell'anello
e degli schermi e degli specchi e dell'album dei ritratti.

Ma grande è la cortesia dei non vedenti,
grande la comprensione e la generosità.
Ascoltano, sorridono e applaudono.

Uno di loro persino si avvicina
con il libro aperto alla rovescia,
chiedendo un autografo che non vedrà.

Wislawa Szymborska,
Discorso all'ufficio oggetti smarriti


Il cittadino americano medio

"Il cittadino americano medio si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine nel vicino Oriente. Egli scosta le lenzuola e le coperte che possono essere di cotone, pianta originaria dell'India; o di lino, pianta originaria del vicino Oriente; o di lana di pecora, animale originariamente domesticato nel vicino Oriente; o di seta, il cui uso fu scoperto in Cina. Tutti questi materiali sono stati filati e tessuti secondo procedimenti inventati nel vicino Oriente. Si infila i mocassini inventati dagli indiani delle contrade boscose dell'Est, e va nel bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni europee e americane, entrambe di data recente. Si leva il pigiama, indumento inventato in India, e si lava con il sapone, inventato dalle antiche popolazioni galliche. Poi si fa la barba, rito masochistico che sembra sia derivato dai sumeri o dagli antichi egiziani.
Tornato in camera da letto, prende i suoi vestiti da una sedia il cui modello è stato elaborato nell'Europa meridionale e si veste. Indossa indumenti la cui forma derivò in origine dai vestiti di pelle dei nomadi delle steppe dell'Asia, si infila le scarpe fatte di pelle tinta secondo un procedimento inventato nell'antico Egitto, tagliate secondo un modello derivato dalle civiltà classiche del Mediterraneo; si mette intorno al collo una striscia dai colori brillanti che è un vestigio sopravvissuto degli scialli che tenevano sulle spalle i croati del diciassettesimo secolo. [...]
Andando a fare colazione si ferma a comprare un giornale, pagando con delle monete che sono un'antica invenzione della Lidia. Al ristorante viene a contatto con tutta una nuova serie di elementi presi da altre culture: il suo piatto è fatto di un tipo di terraglia inventato in Cina; il suo coltello è di acciaio, lega fatta per la prima volta nell'India del Sud, la forchetta ha origini medievali italiane, il cucchiaio è un derivato dell'originale romano. Prende il caffè, pianta abissina, con panna e zucchero. Sia l'idea di allevare mucche che quella di mungerle ha avuto origine nel vicino Oriente, mentre lo zucchero fu estratto in India per la prima volta. Dopo la frutta e il caffè, mangerà le cialde, dolci fatti, secondo una tecnica scandinava, con il frumento, originario dell'Asia minore. [...]
Quando il nostro amico ha finito di mangiare, si appoggia alla spalliera della sedia e fuma, secondo un'abitudine degli indiani d'America, consumando la pianta addomesticata in Brasile o fumando la pipa, derivata dagli indiani della Virginia o la sigaretta, derivata dal Messico. Può anche fumare un sigaro, trasmessoci dalle Antille, attraverso la Spagna. Mentre fuma legge le notizie del giorno, stampate in un carattere inventato dagli antichi semiti, su di un materiale inventato in Cina e secondo un procedimento inventato in Germania. Mentre legge i resoconti dei problemi che si agitano all'estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indoeuropeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano."

R.Linton
, Lo studio dell’uomo

Figli dell' epoca


Siamo figli dell'epoca,
l' epoca è politica.
Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell'altro politica.
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a un rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano
e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.

Wislawa Szymborska
, Gente sul ponte

Tutto questo da qui.
Giuseppe Cederna, Mario Brunello, Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta.
postato da: Heresiae alle ore luglio 04, 2008 02:11 | Permalink | commenti
categoria:via dei matti, cercando di acculturarsi
sabato, 28 giugno 2008
La disperazione ti cambia

Dopo una settimana insonne a causa del caldo asfissiante ho ceduto.
Io che ho bisogno di silenzio e buio assoluto per dormire, dei pesi sulle gambe, della posizione perfetta sul cuscino, etc... ho finalmente spalancato porta e finestra della camera, levato qualsiasi cosa dal letto tranne il cuscino e il coprimaterasso, legato i capelli, e finalmente ho dormito per ben sei ore di fila.
Sono ancora sotto shock, ma stanotte si replica.
E speriamo funzioni ancora.
postato da: Heresiae alle ore giugno 28, 2008 20:45 | Permalink | commenti
categoria: me , torino, via dei matti
giovedì, 26 giugno 2008



Ma poverino...
Lo maltrattano eh?
Ma poverino.

Tutta colpa degli altri sì.
Non è mica vero che è un criminale.
Nono.
Ed è pure franco lui! Sono gli altri che sono degli stronzi dittatoriali. Sisì.

Ma perché non se ne è andato davvero come tutti gli altri invece di metterci tutti in uno stato di polizia ipocrita?

Perché è il vero furbo del villaggio. Ecco perché.
postato da: Heresiae alle ore giugno 26, 2008 01:41 | Permalink | commenti
categoria:via dei matti, cercando di acculturarsi
mercoledì, 25 giugno 2008
http://www.antoniodipietro.com/immagini2/imgpost2.jpg

Bene.
Vi comunico che grazie al nuovo governo io riprendo a girare per strada armata.
Tanto non è più illegale.
Come non lo è lo stupro.

Grazie, grazie di cuore, a tutti quelli che hanno votato Berlusconi e AN.
Davvero.
Vi amo.
Spero che le cose elencate in quella pagina, vi capitino tutte. Una dopo l'altra.
Spero che cominciate ad avere paura del regime che ci avete regalato.
Magari, se la provate sulla vostra pelle, ce la farete a smettere di votare quel disgraziato infame.
Magari finalmente la capirete che non è un capo del governo degno di quel nome e di quella carica.
Speranza vana immagino.
Anche a tutti i miei amici: vi voglio un mondo di bene, ma ora basta.
La cecità si perdona solo fino a un certo punto e ora mi deve passare la delusione.

Non ho più parole.
Non ho più nemmeno le forze.

Mi dispiace solo di non aver votato DiPietro sto giro. Ma non è che si fosse messo con bella gente...
Spero solo che l'espatrio non diventi difficile nell'anno avvenire.

Naturalmente, come al solito, grazie Steff, aggiornatissimo. Non mi servono più i tiggì da quando leggo lui...
postato da: Heresiae alle ore giugno 25, 2008 01:59 | Permalink | commenti (4)
categoria:via dei matti, cercando di acculturarsi
sabato, 21 giugno 2008


Formalmente assunta con contratto a tempi pieno fino a settembre ieri.
u_u

Mi spacco la schiena, i polsi, le gambe, etc... ma almeno il gelato è buono. (Si vabbeh...)
Sto in quello in via Garibaldi... il che significa che i balordi ce li becchiamo quasi tutti noi.

No, non ve lo offro, che me lo detraggono dallo stipendio èé
postato da: Heresiae alle ore giugno 21, 2008 02:52 | Permalink | commenti
categoria: me , torino, via dei matti, il bello del mio lavoro
venerdì, 13 giugno 2008
Vorrei sentirmi innamorata per sempre...
postato da: Heresiae alle ore giugno 13, 2008 23:12 | Permalink | commenti
categoria:via dei matti