31 Dicembre

Sono appena andata trovare mia cugina. Come prevedevo aveva indossato la faccia che usa per mascherare tutto, ma per chi sa dove guardare lo vedeva che non era proprio a posto e io la conosco da vent'anni.

La casa era un continuo via vai di gente, C. ha indirizzato tutti sopra e io li ho seguiti, credevo ci fosse la zia, invece c'era la bara aperta. Sono rimasta inchiodata sulla porta e ho fatto dietro front; ho già un'immagine di questo tipo in memoria con cui non ho ancora fatto i conti, non voglio averne un'altra. Mi riavvicino alla C., deve uscire per andare al lavoro, ha una borsa e gli stivali da portare; 'C'ha H., dammi una mano', certo, in casa non si può parlare.
E' un vizio di famiglia, loro in particolare, perchè anche la famiglia della zia è così: mai far vedere troppo quel che pensi o provi, se riesci a non farlo vedere del tutto, meglio. Si aprono solo con chi si fidano e solo a voce, mai troppo espressivamente. Più di una votla mi sono stupita di vedere che di me si fida: strano lo sodalizio che abbiamo instaurato a dodici anni, è tra i più solidi che io abbia e non ho ancora capito come è iniziato.
Mi parla mentre andiamo alla sua macchina, mi dice che ieri era proprio uno strazio, che ieri è dovuta andare al lavoro per forza e che non portano via la nonna fino a lunedì, giorno del funerale. Lei deve per forza passare dalla camera degli zii per andare in soffitta a dormire, la vede ogni volta che si sveglia.
Io non so mai fino a che punto mi posso spingere con i contatti fisici con lei, però azzardo un braccio intorno alla sua vita e non si scosta, dura poco e forse fa più bene a me che a lei, ma io non so mai cosa dire in queste circostanze, per lo più ascolto.
La nonna Gemma è la nonna con cui è cresciuta la C., con lei ha avuto lo stesso rapporto che io ho avuto coi miei nonni paterni, quelli che avevamo in comune; sono morti entrambi tra i nostri 11-12 anni, io ero stravolta, lo sono stata per un bel po' e per qualche tempo l'ho detestata per la sua freddezza, poi mia madre mi ha fatto notare che lei era molto più affezionata a sua nonna materna che non a loro. Vero, l'ho constatato più volte, C. adorava sua nonna, non credo siano in tanti i nipoti che portano l'intera compagnia di amici a casa dei nonni.
Per lei però dev'essere stato anche peggio: nell'ultimo anno l'ha avuta in casa, l'ha vista consumarsi piano piano, se ne è presa cura assieme a sua madre... negli ultimi due giorni delirava.
Mi ha detto che ha sempre detestato le feste natalizie, ora non le sopporterà più. Le ho detto che il sistema per superarle lo troveremo - d'altronde non sarà così difficile chiudersi in baita o in cantina di qualcuno con abbastanza schifezze antinatalizie e gridare buon Ferragosto no?! Devo ricordarmene il prossimo anno...
La zia aveva la stessa faccia, quelle due litigano sempre ma sono più simili di quanto ammetteranno mai. Allo zio ovviamente non glie ne importava più di tanto, quand'erano appena sposati la salutava così la nonna Gemma: 'Beh, quand'è che muori che ci lasci la casa?', perfettamente ricambiato da quel che ne so.
Oggi la C. aiutera il Cugino in cucina (è cuoco), poi servirà ai tavoli e all'una sarà al disco bar fino alle sei. Vorrei fare qualcosa, starle vicino, ma come faccio?
Prima poi dovrà sfogarsi e non so come farà, per fortuna ha un amico fidato qui.

Non sono esattamente le vacanze che mi aspettavo, sono state migliori quelle di quando i miei si erano appena separati, anche se ogni tre per due incontravamo per strada qualcuno che diceva: 'Che peccato! Eravate una così bella famiglia!', e io e mia sorella avevamo improvvisamente istinti omicidi da trattenere.
Stasera c'è la festa a casa di un amico di nostra madre con altri amici nostri, me ne è passata completamente la voglia.
Ora ho capito perchè le disgrazie non vengono mai da sole: ti lasciano un po' di tempo in cui ti tranquillizzi, abbassi la guardia e pensi che tutto stia andando, se non bene, discretamente, che sei riuscita a costruire un diga decente; poi qualcosa fa crack e tutto ricomincia a precipitare di nuovo, una frana di fango che corre giù per il fianco della montagna, travolgendo tutto ciò che ha costruito, lasciando in piedi ben poco di quel che ti sei lasciata alle spalle, convinta di trovarli ancora lì al tuo ritorno. Piazza pulita in un'istante, è molto più spettacolare che farlo poco alla volta e anche più efficace.
Non sono sicura che abbia smesso di franare.

Ieri sera ho fatto il classico riepilogo di fine anno, che ovviamente contiene sopratutto il vittimismo per gli anni vissuti qui che non l'anno in se, infatti ho dormito malissimo; oggi però proprio non ho voglia di riepilogare e fare nuovi propositi, non serve a niente e ce li si dimentica già al due Gennaio.
Sono proprio stufa, il primo che l'anno prossimo mi chiede come passerò le vacanze natalizie risponderò: il 25 aspettando il caro Babbo tra il chiaro e lo scuro e festeggiando la sua dipartita il 31. Se non altro sfogo la cattiveria repressa.
Il Grinch aveva tutta la mia simpatia.

Beh, Buon Anno a chi è allegro, si diverta anche per tutti quelli che non possono o non ne hanno molta voglia.
Spero che mamma abbia messo abbastanza cioccolato nel dolce...
Heresiae, sabato, 31 dicembre 2005
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E' morta la Nonna Gemma.
Heresiae, venerdì, 30 dicembre 2005
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Lo immaginavo...

Mia cugina va a convivere con il suo ragazzo.

Questa si che è una notizia! E bravo il Cugino!

Heresiae, giovedì, 29 dicembre 2005
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Noia

Avevo chiesto riposo... ma qui si esagera.
Mia cugina ha trovato lavoro in un disco bar, il che vuol dire che lavora fino alle quattro del mattino quasi ogni sera, il che vuol dire... che sarà difficile che io esca.
Sono tre giorni che non faccio altro che stare sul divano col gatto accanto a guardare la tv o a leggere, oppure davanti al pc. Mangio molto poco ovviamente, non muovendomi non ne sento la necessità. La mente intanto vaga libera come un fringuello a primavera (quasi...).
Ecco quest'ultima cosa mi riesce difficile da ieri in poi. L'ho collegato al libro di Clancy che ho ripescato tra gli scaffali, mai finito di leggere (spesso è noioserrimo); in un capitolo sottopongono una donna all'isolamento completo dal mondo esterno: esperienze acustiche, visive, tattili, odorifere, saporifere. Non sentiva nulla, nemmeno il suono della sua voce e vedeva solo un grigio neutro. Ovviamente è impazzita entro dodici ore, cominciando ad avere delle allucinazioni e, quando il KGB ha cominciato a parlarle, lei ha creduto che fosse la voce di Dio/coscienza (non si è capito) e ha confessato il suo tradimento.
Il punto è: quando la mente si trova privata di stimoli se li crea, cioè ha le allucinazioni.
E quando si trova in uno stato in cui gli stimoli sono sempre gli stessi? Ovvero, tutto ciò che vede è la casa e gli altri quattro esseri (due sono felini) che la abitano, la tv (che l'annoia abbastanza) e internet. Niente contatto con il mondo esterno, e questo all'improvviso dopo tre mesi assolutamente frenetici passati al contatto giornaliero con almeno sessanta persone, condizioni atmosferiche di qualsiasi tipo, emozioni intense, centinaia di esperienze sensoriali che cambiavano ogni cento metri.
Ve lo dico io: si annoia e si cade in uno stato di catatonia nel quale non si riesce più ad abbandonarsi alle proprie fantasticherie (mancanza di stimoli) né a trovare l'entusiasmo/energia/voglia/convinzione di fare altro.

I più svegli e furbi di voi diranno: Cavoli! Ma non è mai contenta!
E io direi: Cavoli!... Avete ragione.

Uff... forse ho bisogno di farmi un giro in bici... c'è la neve e non lo faccio più da tre anni e abito in un posto dove preferiei di gran lunga evitare qualsiasi contatto visivo/ciarliero/ipocrita con gli indigeni del posto, ma qui impazzisco!
No, forse prenderò la macchina e... e? Si vedrà... andrò a Domo credo (dannazione al giorno in cui papà volle a tutti i costi venire ad abitare in un posto che persino Muprhy detesta!)
Ma perchè questo tipo di cose capitano in inverno? Non in estate, mi raccomando, quando uscire di casa non comporta camuffarsi da omino Mischelin... E' dura muoversi con il tripo del proprio volume intorno. (Più che altro ti passa la voglia di vestirti... -.-)

Stamattina (oggi pomeriggio) mi ero così contenta di vedere la neve... dannato divano! Dannata pigrizia! >.<
(Qui urge un piano d'emergenza)

Delirio finito... forse... mi sa che continuerà stanotte... -.-
Heresiae, mercoledì, 28 dicembre 2005
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Ecco come curare la depressione natalizia:

- cercatevi le immagini stupide sul natale per farvi qualche risata;
- cercate le musiche più belle sul natale (non quelle tradizionali! quelle deprimono...);
- strafogatevi di tiramisùùùùùùùùùùùùù!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
O di qualsiasi altra cosa vi siate procurati/fatti fare/fregati/scroccati ^^
- pigliate la famosa appassionate fesseria qualsiasi e leggetela macchiandola allegramente di cacao.

^^

Heresiae, domenica, 25 dicembre 2005
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Natale  \'o'/  4

 

 

Heresiae, domenica, 25 dicembre 2005
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Natale.............. 3!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Uahahahahaha!!!



Heresiae, domenica, 25 dicembre 2005
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Natale... 2



How to tell you've been really bad
Heresiae, domenica, 25 dicembre 2005
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Natale

Preso da un topic di Onepiece sul sito di manga.it

Io sottoscritto (d`ora in avanti "l`Augurante") chiedo al mio interlocutore (d`ora in avanti "l`Augurato") di accettare senz`alcun obbligo, implicito o esplicito, i voti più sinceri dell`Augurante (d`ora in avanti "gli Auguri") affinché l`Augurato possa trascorrere nel migliore dei modi (ove nella frase "migliore dei modi" si sottintende da parte dell`Augurante e si presuppone da parte dell`Augurato un atteggiamento che tenga conto delle problematiche di carattere sociale, ecologico e psicologico, che non sia causa di tensione e/o competizione, né comporti o favorisca alcun tipo di assuefazione o di discriminazione, sia sessista, sia di diverso carattere) per la festività coincidente al Solstizio d`Inverno convenzionalmente nota come "Natale", ma che può essere chiamata e celebrata dall`Augurato secondo le sue tradizioni religiose e/o laiche, premesso il debito rispetto nei confronti delle tradizioni religiose e/o laiche di persone di qualunque razza, credo o sesso diverse dall`Augurato, ivi comprese coloro che non praticano alcuna tradizione religiosa e/o laica.
Qualsiasi riferimento a qualunque divinità, figura mitologica,
personaggio tradizionale, reale o leggendario, vivo o morto che sia; a simboli (ove sono compresi tra l`altro - ma non limitativamente - canti e rappresentazioni artistiche, letterarie e sceniche) religiosi, mitologici o della tradizione che possa essere ravvisato direttamente o indirettamente nei presenti Auguri non implica da parte dell`Augurante alcun sostegno nei confronti della figura o del simbolo in questione.
L`Augurante chiede inoltre all`Augurato di accettare gli auguri per un felice (ove l`aggettivo "felice" viene definito tra l`altro - ma non limitatamente - come "gratificante dal punto di vista personale, sentimentale e finanziario e privo di complicazioni di carattere medico, dirette o indirette") anno 2006.
L`Augurante sottolinea che la datazione "2006" è qui considerata come
convenzionale, così com`è considerata convenzionale la data del 1° Gennaio come inizio dell`anno, e dichiara il suo assoluto rispetto per altri tipi di datazione legati alle differenti culture religiose e/o laiche di cui l`Augurante riconosce il prezioso contributo allo sviluppo dell`attuale società multietnica.
Augurante e Augurato convengono inoltre su quanto segue:
- Gli Auguri valgono a decorrere dalla data del presente accordo al 31 Dicembre 2006, dopodiché dovranno essere esplicitamente rinnovati da parte dell`Augurante.
- Gli Auguri non implicano alcuna garanzia che i voti di "felicità" espressi dall`Augurante trovino un effettivo riscontro nella realtà dell`Augurato,
il quale non potrà attribuire all`Augurante alcuna responsabilità civile e/o penale e/o morale per la loro mancata attuazione.
- Gli Auguri sono trasferibili a terzi purché il testo originale non subisca modifiche o alterazioni. La libera diffusione del testo non implica tuttavia
il pubblico dominio del testo stesso, i cui diritti appartengono in ogni caso al detentore del copyright.
- L`Augurante declina ogni responsabilità derivata dall`utilizzo degli Auguri al di fuori dai limiti prescritti; in particolare, l`Augurante declina ogni
responsabilità per eventuali danni fisici o morali all`Augurato e/o a persone e/o sistemi informatici a lui collegati derivati dall`invio degli Auguri
mediante E-Mail o qualunque altro metodo di trasmissione, elettronico o di diverso genere, attualmente in uso, in fase di sperimentazione o non ancora inventato.
Ciò stabilito
Buon Natale e Buon 2005


Heresiae
Heresiae, domenica, 25 dicembre 2005
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Vigilia

Io sono sempre quella dell'Ultimo minuto. Faccio sempre tutto all'ultimo minuto: preparami per uscire, alzarmi dal letto, andare agli esami, trovare i libri da studiare, guardare gli orari dei treni e fare i regali di Natale.

Stamattina decido che rimanere a letto è troppo invitante in confronto al freddo e al gelo che troverei girando per fare i regali, quindi...
Mi alzo a mezzogiorno, doccia di un'ora e mezza (o.o in genere è 20-25 minuti ^^''), pranzo, giro in rete, oh! sono le tre meno un quarto, prepariamoci.
Scendo con mia sorella al seguito, che deve andare a vedere il moroso (ç_ç), io devo prima passare da A. perchè devo accompagnarla al cimitero (5 minuti... visita flash!! XD) e poi al supermercato.
Bene finito (le quattro e mezza...?!?!), dirigiamoci al mio parcheggio preferito, l'unico in tutta la città situato in centro dopo, con tre livelli e gratuito purchè tu non ci stia più di due ore.
Ho davanti una macchina (male...), va sopra (bene!), vediamo se il mio livello di parcheggio preferito (sotterraneo ^^) mi ha riservato un posto.......... si! Wow! L'ultimo ^^
Prima cosa, passare dalla cartolibreria che mi hanno finalmente venduto dei miei vecchi libri delle superiori (chi ha mai provato l'incredibile esperienza di entrare in un negozio... e uscirne con più soldi in tasca invece che meno?!!!!!! Impagabile...) e ora, i regali.

Panico.

Io ci sono nata a Domo e vi posso assicurare che, da 21 anni a questa parte, è cambiato ben poco. Cioè, so esattamente in quali posti posso andare per trovare dei regali. E so anche tutti i pro e i contro della scelta di un negozio particolare. Mia sorella non è un problema, il suo regalo è work in progress dal suo compleanno, però è stato ritardato causa motivi tecnici legati alla natura troppo fragile di parte del regalo (^^''), perciò devo solo comprare l'occorrente per finirlo. L'occorrente per finirlo è reperibile da tal Bolamperti, trovasi sulla strada principale per entrare in Domo, direttamente, senza parcheggio né altro. Sempre pieno, con macchine parcheggiate in seconda fila costantemente, i vigili ci hanno rinunciato a presidiare quella zona, lì non esistono regole stradali. Meglio andarci per ultimo.
E ora?

Venezia è fantastica, oltre a essere un mondo a parte, è piena di quei negozietti che sono mondi a parte nel loro mondo a parte, pieni di cose strane che qui non si immaginano nemmeno, perciò basterebbe entrare lì, prendere 4 cavolate qualsiasi e risulteranno i regali più orginali dell'intero Natale. Ma il farli a Venezia aveva un leggero impedimento... (chiamato, mancanza di pecunia) quindi mi devo accontentare dell'affollata, poco orginale e scarsamente fornita, Domo.
Libreria? E chi li conosce i loro gusti? Bella conoscneza che hai della tua famiglia...
Upim! Nada, da quando l'hanno ristrutturata ha ancora meno cose (oltre a fare schifo... -.-).
Iper? Che scherziamo? Mica è l'Auchan o il Carrefour (vorrei sapere perchè qui aprono centri commerciali a raffica senza sapere in realtà come sono fatti!)
E ora?

Lampadina: l'Albatros!
Ovvero, il mercato equosolidale. Non sapete che azz... regalare? Lì andate sul sicuro, peccato che vi svenate anche un po'. Sono riuscita a fare il regalo a mio padre (non mi hano incartato il panettoncino assieme alla canoa-taxi!!! >.< grrrrr Mi hanno derubata ç_ç), a mia cugina (XD la più difficile!) e la parte natalizia per mia sorella. Bene, e la mamma?

Panico due.
Chiamata alla sorellina:
E mo'? Libro? Si, e cosa, la biografia del Che?

Beh, non male.... Ma vuoi una mano per sceglierlo magari?
Beh, non è che m'offendo se vieni.
Ok, ci troviamo lì.

Viene col moroso, io ero già entrata ma ero ucita subito impanicata (e con la fame che saliva... mai provato ad andare in panico per dei regali natalizi con la fame addosso? No? Meglio così), io intanto ho trovato tre libri di Luis Sepulveda, e il mio cervellino in uno sprazzo di -ormai- rara lucidità mi ricorda che a mia madre piace. Cavoli, è vero!
Li faccio vedere ad A. e decidiamo per uno (erano tutti e tre raccolte di racconti brevi), andiamo alla cassa e io leggo l'introduzione mettendomi in coda: Questi racconti li ha scritti dopo aver visitato il campo di concentramento di... Anna! Questo comincia con un campo di concentramento! Vai a prendere l'altro! (beh, non mi sembrava esattamente una gran bella idea... a Natale poi, la festa della depressione per eccellenza...). Ok. E intanto pure il suo moroso ha fatto il regalo a sua madre.
Cavoli, non ci credo ho praticamente finito!
Zio Murphy però decide che è ora di darmi il regalo di Natale, preanticipatomi mentre uscivo dalla Upim, quando all'incrocio poco sotto la banda musicale suonava vestita tutta da Babbo Natale. Ora me li ritrovo in piazza Mercato, cioè proprio davanti al negozio... e pure sul palco che suonano Jingle Bells... Esco, berretto calato, oh! mi starà scadendo il parchimetro! Scappo, ci vediamo dopo. (Vigliacca...)

Ora non giudicatemi male, io adoro la banda, ma meno la vedo meglio sto. Non sono ancora preparata per un incontro faccia a faccia del quale importerà solo a me, quindi meglio defilarsi senza farsi vedere perchè:
1_se mi vedono e non li saluto mi prendono per maleducata;
2_se li vedo e li saluto, creerò imbarazzo da entrambe le parti, perchè a loro non glie ne frega niente e a me me ne frega troppo.

Viaaaaaaaaaaaaaaaaaa... Bolamberti aspetta!
Mia mamma: B. ha tutto... se riesci a entrarci.
Entrarci? Il problema è parcheggiare. La doppia fila comincia 200 metri prima e finisce 200 metri dopo. Fantastico.
Faccio il giro tre volte, alla terza decido di infilarmi in quello che sembra il parcheggio privato dei condomini... si, peccato che dopo la seconda macchina c'è la discesa. Oh-oh.
Marcia indietro, possibilmente senza tamponare nessuno (all'incontrario...  ^^') e... Ehi! Ma quello è un parcheggio!
Cioè, era la ringhiera di una casa senza nessuna macchina davanti.
Mio!!!!!!!!!
Entro, trovo il cartone ondulato. Mezzo (solo? ^^') casino perchè non sapevo se c'era la risma di carta a casa e avevo finito i soldi. SosRicarica mentre tentavo anche di chiedere alla commessa quello che volevo ^^'
Esco, scopro che a casa la carta c'è. Bene. E il nastro? Torno da Bolamberti. Compro il nastro e la colla. (Le sei ^^)
E ora, chiamiamo papà.


-FlashBack-
Papà mi chiama prima di uscire, per vedere se riusciamo a incontrarci e farci gli auguri. Ha il tono cauto, deve aver capito...

Ca un mese fa, Fabio mi telefona. Strano, mi sa che io e lui siamo in qualche modo sintonizzati, o stiamo male assieme o sentiamo quando l'altro sta male. Ad ogni modo io avevo appena finito di parlare con mio padre, e di piangere. L'argomento della telefonata era la richiesta di tutti i documenti per fare la riduzione tasse: dichiarazione redditi, situazione economica e patrimoniale, ecc... Mio padre è paranoico, con la segretezza sopratutto (ma per cosa poi...) ed esordisce che lui quei documenti non li fa vedere nemmeno al Papa, di dire che lo pagavano in contanti e non aveva conti in Banca, no meglio!, che era fallito l'anno prima... il tutto alzando costantemente la voce e incazzandosi, con me. E io cosa potevo dire? Ma mi servono... se sei fallito devo dimostrarlo, papà, calmati...
'Eh, ci pensiamo un po' su...'
'Ok...'
-Click-

Fabio
'Ti sento un po' giù, è successo qualcosa?'
'Ho appena finito di parlare con mio padre'
'E ti fa sempre questo effetto?'
'Quasi sempre.'
Io e lui ci consoliamo a vicenda, quando uno dei due chiama non è sempre per lavoro, pare che in quanto a disavventure ci siamo proprio trovati. E' bello avere qualcuno con cui discutere di certi argomenti, senza dover sembrare forte a tutti i costi o non sapendo come esordire. Si, so che ci sono molte persone che potrei chiamare, ma non so, con lui è diverso, mi rassicura il solo sentirlo.
Ad ogni modo, io e mio padre era la prima volta che ci sentivamo da allora. Il mio ultimo contatto con lui è stato un sms in cui lo informavo che servivano solo i documenti della mamma. Avrei voluto aggiungere: puoi smettere di pensarci su.

La sua fortuna è che gli voglio troppo bene.
-Fine FlashBack-

Ci dovevamo trovare dopo che avevo finito le commissioni, peccato che il cellulare non squilli. Spento.
Grande.
Dovrò mica trovarci significati reconditi in questo, vero?
Chiamo mia sorella: vi va se vi offro una cioccolata?
Decido che mio padre ha giusto il tempo che noi ci impieghiamo a berla e uscire dal bar per chiamarmi, dopo di che vado a casa e si attacca. Chiama giusto poco prima di alzarci. Telepatia? =)
A. non vuole venire, beh, ma tanto hai la scusa del moroso, tranquilla...
Gelo.
Lui non lo sa!!
Cosa?! E che aspettavate a dirmelo? Se mi scappava involontariamente, in un eccesso di allegria e poca cautezza che succedeva?
Meglio non saperlo.
Vabeh, dirò che è in giro con le amiche a festeggiare.

Ultimamente ci vediamo al bar sotto casa sua, un ambiente neutrale, privo di equivoci, imbarazzanti silenzi e con amici suoi che sicuramente hanno capito che con noi, ormai deve andarci coi piedi di piombo.
Gli racconto un po' dello spettacolo, della scuola, di altre speranze per il futuro; in mezzo alla conversazione riusciamo a cadere 'casualmente' anche sull'argomento 'ricevute che deve dare alla mamma da tre mes'i e sulla 'mia borsa di studio che ancora non mi ha versato'. Cauti, entrambi, fintamente tranquilli. Discorsi privi di appigli a qualcosa che può sfociare su terreno ostile.
Le conversazioni con mio padre, tutte improntate sul quieto vivere e lezioni di vita che so a memoria.
Sembra deluso che A. non ci sia, contento del regalo, io ricevo un mucchio di soldi, l'equivalente di quello che ha speso regalando la giacca ad A.
Sembra sorpreso quando gli dico che ci si può tranquillamente sentire per le vacanze, che tanto sono lì fino all'otto.

Bene, torniamo a casa.
In macchina chiedo conferma ad A., papà non ha dato il consenso per lo scambio interculturale. Aveva optato per cinquanta giorni in Giappone invece di sei mesi in Norvegia, papà non ha firmato e ormai il termine è scaduto. Non ha dato spiegazioni, non ha risposto al telefono. A. è andata da lui solo per ricevere il regalo quest'anno, dice che per lei papà ormai è una banca.
Triste, già... ma che altro si può fare con un padre che alla separazione ha detto a nostra madre: 'Tienitele. Io non voglio più entrarci in queste questioni.' ?

Vabeh...

Sono arrivata a casa e per risollevarmi ho chiamato gli amici a Valenza. Cribbio quanto mi mancano.
Ennò mannaggia, quest'anno devo andare a trovarli!!!
E ovviamente Delilah =)
Oggi ha portato il moroso a casa... eeeehehehehe... quanti capelli bianchi signora A.?

Riesco a trovare anche mia cugina (miracle!) dopo una settimana e passa che non la sentivo: e te credo, ha perso il cellulare!
Lavora, ha trovato lavoro in un discobar, stasera lavora fino alle quattro, domani fino alle sei (del mattino eh..). Povera! Chissà se domani riesco a portarle il regalo.



Beh, ecco un excursus sul mio Natale, che in genere comincia la vigilia (quando mi decido a comprare i regali) e finisce quando vado a dormire il giorno dopo. Potrebbe durare anche di meno se fosse per me, ma non vivo sola...
Per la cronaca, io lo odio, si perdono tempo, soldi e neuroni a cercare cose che manifestino il nostro interesse, rispetto o affetto per qualcuno, la psiche va a farsi benedire causa elementi parentali, e cominci a fare i conti dell'anno appena trascorso. Bene ,l'ultimo punto è decisamente il peggiore. Potrei dire, ma si! Quest'anno chi se ne frega! Non mi guardo indietro.
Inutile, il tuo inconscio lo fa già da solo, e si è trovato fantasticherie che non stanno nemmeno in quello spazio che non è né in cielo né in Terra per distrarsi dal giro di boa imminente. E sopratutto, è inevitabile il paragone con il passato. Magari non lo richiami alla memoria, ma è lì, il sapore dei Natali passati fa a botte con quello presente, è diverso, l'atmosfera è diversa e vorresti aiutare il gatto a fare a pezzi quel Presepe sotto alla tv, che poi non siamo nemmeno credenti. E se mia madre non cambia subito stazione radio giuro che ucciderò qualcuno.
Però non importa, non sono in una fredda baita a chiedermi che cavolo ci faccio lì invece che al calduccio a casa mia e non ci sono urla e scontri da evitare o sopportare. Non ci sono fughe da architettare né sensi di colpa per chi si abbandona. Può andare bene anche così.
Forse questo Natale riuscirò a rasserenarmi un po', chi sà, le premesse stavolta ci sono (e anche tante appassionanti fesserie da leggere!!!).

Buon Natale a tutti, sia che lo odiate o che lo amate, sia che ci crediate sia che lo ignorate, sia che stiate facendo un cenone felice sia che state pensando a come uccidere il parente davanti a voi, sia che lavoriate sia che siate da soli davanti alla tv.
Buon Natale...

... e chiudete mocciosi, gatti e cani a chiave se volete una mattinata di sonno come si deve!!! ^_-
Heresiae, sabato, 24 dicembre 2005
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