I miracoli del Venerdì
Leggi: Che cazzo è successo oggi?!?!?


ore 08:26, tecnico gentile e simpatico (ommioddio esistono!) di Fastweb che si presenta con ben quattro minuti di anticipo alla mia porta.
ore 10:00, Sono collegata con il mondo senza problemi tecnici.
ore 10:15, giungo a scuola e Vacis ancora non c'è.
ore 10:30, abbiamo l'anteprima su una spettacolo fighissimo.
ore 13:15, pomeriggio libero.
ore 18:30, conferma biglietto gratuito per il concerto di Stefano Benni di questa sera a opera di Doc.
(fate finta che sia una fiction televisiva e trasportatevi nel futuro)
ore 21:00, concerto di Stefano Benni.

Della serie: grazie Murphy per aver finalmente capito che era ora di farmi riscuotere i miei punti premio.
Non oso immaginare quanto ci costerà.
Goditi la serata e non fare la menagrama.

Update!

ore 20.30, arrivo a Borgo Castello con 20 minuti di anticipo sulla stima prevista (alla faccia della navetta da 3 euro che ci avrebbe messo 5 minuti in più, tiè!) e siccome all'autista stavo simpatica mia ha pure fatto un favore!
ore 23.00 vado a cenare con tutto il cast/staff del concerto, accando a me c'è Danilo Rossi!! e dall'altra perte del tavolo Stefano Benni ç_ç
ore 01.00, passaggio gratuito verso Torino
ore 01.45, ho il numero di telefono di qualcuno di Torino che non è dela Holden! ç0ç
ore 1.50, l'organizzatrice di tutti gli eventi benniani apre un ufficio a dieci metri da casa mia.


Se proprio la vogliamo dire tutta, le uniche cose andate male di oggi sono le due corse fatte per arrivare in orario a lezione e a un appuntamento (ma che si possono lasciar perdere) e l'aver pagato la cena al ristorante (e diciamocelo, ho mangiato meglio in bettole più economiche). Però... sommiamo tutti i punti sopra elencati...

Ok, Murphy!!! Guarda che non voglio passare dieci anni merdosi per scontare tutto questo.
Cioè, tutto in un giorno? Diluirlo in un paio d'anni?
Fermmmmaaaaaaaaaaaattiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Scusalascusalascusalascusalascusalascusalascusala!!
Non sa quel che dice.

Ma veramente io...
No! Stupida. Mai interferire con il grande Murphy. Ora chiedi scusa.
Perdonami grande Murphy.
Sia lode a te o Murphy.
Sempre tu sia lodato.
Heresiae, venerdì, 08 febbraio 2008
categoria: me , torino, doc , h2 , holden, cercando di acculturarsi
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Sono stanchissima... e non c'entra solo tutto ciò che è successo ieri.
Finalmente sono riuscita a mandare a fanculo la paranoia tanto che stasera ho pulito il piatto. Perchè?
Oh, ma indovinate qualcosa accidenti!

Vado... sono stata tutto il giorno con Doc al tendone e questo è un lavoro già abbastanza faticoso e sfiancante di per se, vi lascio immaginare cosa voglia dire farlo con lui.













Però ci sono cose che ancora non mi tornano... e tante frasi che mi nuotano dentro dette da persone diverse chepperò...
Ok, basta si va a lavorare.
Tanto per cambiare eh?
Heresiae, mercoledì, 06 dicembre 2006
categoria: me , doc , h2 , via dei matti, il bello del mio lavoro
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PDP

Piano di Produzione aggiornato a oggi:
Domenica 3 dicembre

Sera: arrivo Doc.








Grande... Ora si che starò male
ARGH! O.O
Tenetelo lontano da me! Tenelo lontano da meeeeeeee!!!!!
Heresiae, domenica, 03 dicembre 2006
categoria: me , doc , h2 , via dei matti, il bello del mio lavoro
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Oggi ho la vocina sexi che piace tanto a Doc, profonda e roca.
Ma a forza di Bronchenolo me la leverò =)
Heresiae, lunedì, 18 settembre 2006
categoria: me , doc , via dei matti
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Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) io sono anoressica.
Perchè? Perchè secondo il calcolo di BMI (Body Mass Index - Indice di massa corporea), il mio valore è 16,5. Ma a seconda di quale sito me lo calcola diventa anche 16,7 e 17. Il Normopeso è tra i 18,5 e il 20. Totalmente fuori dalla mia portata, persino quando pesavo 48 kg prima dell'unizio dell'uni per loro ero anoressica.
Ma io non sono anoressica.
Le persone anoressiche sono quelle che ingoiano il contenuto di una tazza da the una volta al giorno. Io faccio colazione, pranzo, merenda e cena. Quando sono al lavoro faccio anche la merenda di metà mattina perchè devo alzarmi alle sette e mezza e prima dell'una e mezza a me viene una fame bestia. Che poi mangio poco a pranzo è un altro discorso, ma quando il resto del mondo non si diverte a farmi venire i crismi mangio come un lupo.
Immagino che se un dietologo mi incontra in spiaggia si fa venire i capelli dritti e io sono abbastanza stufa anche di sentirmi dire: "Ehi! Ma sei dimagrita! Ma mangi?" e oltremodo stufa di dire: "E' primavera, prima mi vedevi con tre maglioni addosso e ora no."
Doc in particolare è un asso con queste domande. Ma io dico: mi dici in continuazione di mangiare che son troppo magra, quindi almeno smettila di farmi il (falso?)filo.

Sento già le voci polemiche: A-ah! Eccone un'altra che vuole difendere i diritti delle magre. Ma sentile, già han tutte le fortune e ora pretendono pure di non essere criticate se non mangiano.

Sempre meglio di voi che inghiottite finti latticini che sanno di cartone e rifuggete la pasta rimbambendovi oltremodo dato che il cervello non funziona senza carboidrati, eppoi passate le ore restanti a criticare chi questa forma fisica la patisce per la metà dell'anno. Avete idea di quanto faccia freddo con una massa corporea di 16,5? O anche di quanto va giù velocemente la pressione o la facilità con cui un colpo di vento si trasforma in una tosse che ci portiamo dietro per un mese? O di quanto si è deboli e quindi indifesi? Giusto, parliamo del risultato di un eventuale incontro con qualcuno armato di cattive intenzioni, io non sono in grado nemmeno di tirare uno schiaffo come si deve.
Patiamo già abbastanza a causa dei nostri nervi e delle condizioni atmosferiche, i commenti maligni teneteveli per voi e lasciatevi in pace.
Eppoi, pare che il maschio medio italiano ami ancora avere qualcosa da toccare su una donna. Mi piacerebbe sapere perchè vi fate venire le paranoie per raggiungere il mio livello. Rimanete al vostro, farete un favore a voi stesse.



(E dimenticatevi di sto idiota di un BMI. Fino a quando il vostro sedere non strasborderà dalla sedia o il vostro busto non comincerà a somigliare allo scheletro esposto nell'aula di biologia, siete normali. Modelle, moda e dottori. Pessimo abbinamento. A volte ci vorrebbe un bel falò purificatore, sul serio.)
Heresiae, domenica, 17 settembre 2006
categoria: me , doc , via dei matti, cercando di acculturarsi
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Mi hanno pagato il Bookstock!!
Ieri piangevo miseria e oggi mi riscopro ricca =)
Tra l'altro il primo Maggio ho lavorato mezza giornata ocme cameriera (avevo giurato che non l'avrei più fatto, e invece ho accettato di farlo anche questa estate... il soldo chiama!)

Mi ha appena chiamato Doc chiedendomi se settimana prossima potevo andare giù a Parma a insegnare a Cesco Live, peccato che non mi vuole il finesettimana, ma giovedì e venerdì. Nonostante la prospettiva di dover passare il tempo con Cesco e non con Doc (eh ^^) mi appaia molto allettante ho dovuto dire no: al max il finesettimana. Ora devo spedire il programma al suo legittimo proprietario perchè è rimasto a me, ma prima ci devo trafficare ancora un pochetto coi cd... ù_ù

Oggi sono venuta a scuola solo per il cazzeggio gratuito pare, dovevo vedermi con il professore di cinema per parlargli del mio elaborato finale, incontro rimandato a lunedì perchè oggi doveva scappare: è rimasto scioccato dal fatto che io voglia sul serio realizzare un filmato in stop motion, partendo da zero.
Ma perchè, di solito da dove si parte?
Scrivere so scrivere (me la cavicchio anche coi copioni insomma...), come manualità son messa bene tanto che la prima volta che sono entrata nel Laboratorio Alias il responsabile mi ha subito presa in simpatia (ma forse lui non lo sa...), la fotocamera ce l'ho (la mamma ha amici proficui), la fantasia e il tempo non mi mancano (al momento), appena finito piazzo un po' di volantini in giro e mi cerco anche i doppiatori (ma ho l'impressione che molti li troverò in famiglia ^^').

Si ok, non è così semplice e so che per fare un solo secondo di filmato devo scattare 24 foto (più o meno, dai...), ma mica ho intenzione di fare due ore!! Non voglio andare oltre la mezz'ora io ù_ù (che sono: ventiquattrofotogrammipersessantasecondipertrentaminuti...quarantatremiladuecentoscatti, contando anche tutte le scene sbagliate... a chi verrà un crampo prima? Al dito, alla fotocamera o a Nino che avrà quatratremila immagini salvate? ^^')

Ok, piano di battaglia:
- pulire Nino (assicurarti di avere i cd di installazione di tutto quel che cancelli!)
- decidere il programma (Pinnacle? Premiere? Movie Maker?...! o.O)
- scoprire la risoluzione delle immagini richiesta dal programma (la Canon non va oltre i 180 dpi ^^')
- scoprire se serve il green screen o il blue screen (e trovarlo poi magari... -.-)
- convincere M. che vale la pena di seguirti in tesi (sei ancora in grado di fare gli occhioni alla GattocongliStivali?)
- scegliere il testo (che sarebbe anche ora, non credi?)
- storyboard (eh, qui ti voglio)
- costruzione set (soldi, tanti soldi... Laboratorio Alias, preparati!!)
- costruzione attori (che è la cosa più bella della stopmotion, non avere a che fare con essere che sono in grado di agire di testa propria e fare cosuccie come: contestarti ogni singola battuta di un dialogo -.-)
- convincere la bidelle a lasciarmi lo spogliatoio delle docce ^^'' (tanti auguri)

Però mesetti intensi eh? E la vita sociale?
Torna ai 'segni vitali: zero'.
Perchè, era migliorata?
=(


Oggi sei particolarmente molesta, ti sei ripresa bene in vacanza vero?
Si nota eh? Si, mi sento particolarmene in forma. E' bello essere tornata.
-.- sigh...
Heresiae, mercoledì, 03 maggio 2006
categoria: me , doc , uni , h2 , via dei matti
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Ritorno

Non c'ho voglia di farvi il resoconto adesso, di certo sarà più colorito del blog che hanno scritto le due ragazze in diretta dall'evento e comprenderà anche tutti i giorni di montaggio.
Per ora beccatevi sta fotina, una delle ricreazioni.
Ora vado a dormire. Ne ho bisogno. Sonno arretrato e nervi a pezzi. Se non gli volessi così tanto bene Doc non sarebbe sopravvisuto al Bookstock, gli sarebbe capito un incidente prima.
Chissà se accetterà entro tempi brevi che io non ci starò mai e che non sono il tipo che cede per sfinimento... mah








Heresiae, martedì, 25 aprile 2006
categoria: me , deliri, doc , via dei matti
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Mi sveglio alle tre e mezza perchè ho fame. Accendo il cellulare e vado giù di sotto a placarla con un po' di latte. Mex di Doc: Arrivo to 13.40, trova orario simile -.-
Me l'ha mandato all'una e mezza.

Ma io lo uccido!!
Ok, è vero, mi sveglio due ore dopo... ma devo prendere un autobus da Arona a Novara =(
E se non mi svegliavo che succedeva?!?! >.<

Grrr....
Heresiae, martedì, 18 aprile 2006
categoria:doc , via dei matti
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L'omino di vetro colpisce ancora

Nel momento in cui decido di dare i parametri per la mia traduzione a qualcuno, toglierglieli non è più possibile.
Così, nel momento in cui mi faccio scappare qualcosa che non devo con qualcuno, e questo qualcuno ha ricevuto via posta il traduttore heresiano (ed è anche un dannato ficcanaso rompiscatole), io posso tentare di nascondergli il fattaccio in tutti i modi possibili, ma finisce che comunque ci arriva.

Beh, l'ha presa meglio di quel che credessi...
Però le battute a doppiosenso alle unidici del mattino poteva risparmiarsele.

E ora chi lo regge più Doc...
Heresiae, martedì, 21 marzo 2006
categoria: me , doc , via dei matti
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Questioni in sospeso


Si, è vero, ne ho tante.
Dannazione a te che mi ci fai pensare.
Forse anche a troppe, ma che ci volete fare, io ho sempre pensato che nell'arte della fuga potrei essere una della migliori, se non fosse che la mia coscienza è ben radicata, presente e in attività e ogni tanto si fa sentire. Per questo non riesco a dimenticare i due anni di Taeknowdo a Valenza e tutti i miei compagni, il conseratorio, la Banda, gli amici di infanzia, i professori d'italiano... la mia coscienza me li espone davati uno per uno e mi dice che dovrei fare qualcosa, tipo 'farmi sentire'.
Io da abile glissatrice (sto diventando brava anche in questo) le dico, si, ma ora ho da fare non vedi? Dimmelo domani che ci ripenso. E intanto di nascosto implemento una funzione per la quale quell'informazione non tornerà fuori prima di altri... uno, due, tre mesi. Questo fino a quando non mi si ripresenterà davanti in completa autonomia, per la gioia sadica della mia coscienza.

Parliamo della musica.
Tanto per rimanere su temi affini, eh?
Sono andata al SIB questo finesettimana. Per chi non lo sapesse è la fiera dell'industria della spettacolo che si svolge ogni due anni e mi sono resa conto che non è molto diversa dalla fiera dell'oreficeria di Valenza, che l'ultimo anno ho anche bigiato. Non è nulla di che, tanta caciara e tanti stand che alla fine ti sembrano tutti uguali, se non che si dividono in categorie più vaste: luci, audio, divanetti.
Poi c'era anche il Disma, è quella è stata tutta un'altra faccenda.
La fiera era divisa in due, e i due androni che facevano da confine erano il Lobo, una ditta che produce effetti speciali con i laser e il salone della musica acustica, tradotto: gli strumenti tradizionali.
Faccio tutto il SIB, da sola ovviamente, perchè Doc lavorava (si, c'era anche Doc, lui lavora in una ditta che importa diversi materiali per lo spettacolo, mi ha trovato lui il biglietto per entrare, almeno quello non l'ho pagato). Poi entro al Disma. Neanche a farlo apposta, il primo suono che giunge alle mie orecchie è quello di un clarinetto. Un gran bel clarinetto, suonato da qualcuno abbastanza competente da farne uscire il suono nella sua forma piena.
Non ci sono solo i clarinetti, ma anche i sax, i flauti, i violini, i violoncelli, i pianoforti... e non c'è il casino immenso di percussioni e chitarre sovrapposte che c'è nel resto del Disma, dall'altra parte della fiera, è più un suono di voci soffuse, chiare, cristalline, che si sovrappongono con più dolcezza e si comprendono se ci si avvicina quel tanto che permette di escludere le altre e ascoltare solo quella. Sembrava di essere di nuovo tra quei corridoi bianchi, odorosi di vernice fresca, con le aule chiuse da cui provenivano quelle stesse voci chiare e cristalline, piene, concentrate, soffuse e filtrate dalle porte e dai muri nuovi di cartongesso.
Cinque anni della mia vita sono stati portati di peso da Alessandria e mostratimi lì.
Sono scappata. Si corsa. Sono andata fino alla hall dove c'era l'esposizione delle prime batterie e un po' di ragazzini/ragazzi/uomini che si esibivano e pestavano di brutto. C'era anche un ring. Non chiedetemi che ci stava a fare lì un ring.
Poi mi sono ricordata di un paio di giorni prima, quando senza troppi fronzoli mi hanno detto che io ho un mucchio di questioni in sospeso che non affronto mai. Sì, lo so, ma non è piacevole sentirsi il cuore in gola e le lacrime spuntare dalle palpebre mentre sei in mezzo a una folla di una qualche centinaio di persone. E i bagni sono così lontani...
E va bene, facciamolo. Se non altro non rivangheremo il modo con cui il rock è venuto a me.
Rientro nel salone dell'acustico e me lo faccio tutto. Giro per gli stand osservando la lucentezza dei flauti, dei sax, delle trombe, l'entusiasmo di qualche scuola di musica straniera con tanto di divisa che si affolla ai pianoforte ad ascoltare uno dei loro compagni, lo stupore di qualche bambino davanti allo stand dei violini, dove veniva eseguita la creazione di uno degli strumenti proprio lì, sotto agli occhi dei visitatori. E poi eccoli, neri e lucenti allo stesso tempo, dietro teche di vetro, lo strumento sul quale mi sono incapponita e che ho imparato ad odiare con il tempo. E che a volte mi manca. O forse, mi manca solo il far parte di qualcosa. Chi lo sa.
Ma mentre giro tra quelle teche trasparenti mi rendo conto di una cosa: sono un'estranea. Lo sono davvero, in tutti i sensi.
Vedo le persone che parlano con i gestori degli stand, i ragazzini che si affollano davati agli strumenti o ai libri di musica, espositori che soffiano nei loro strumetni per far sentire che bel suono hanno... e davvero, mi sento un'estranea.
Che ci faccio lì?
Io non suono. Non suono più.
Io non sono una musicista.
E non lo sarò mai più.

Un po' di tempo fa morivo dalla voglia di trovarmi una chitarra e imparare a suonarla, perchè quando si ama tanto la musica che si ascolta prima o poi si ha voglia di integrarcisi di più, di farla propria, anche solo nel piccolo della propria cameretta. Lì ho capito che non l'avrei mai fatto. Che ascolterò sempre musica, che sarò sempre in grado di contare quanti e quali strumenti stanno conversando nelle mie orecchie, di apprezzare la complessità o la semplicità di un brano, che mi lascerò sempre trascinare dalle note... ma nulla di più.
Scelte sbagliate, portate avanti, odiate, incomprese.
E me l'avevano data una scelta, davvero, me l'avevano data.
E' colpa mia, lo so. La testardaggine è di famiglia, sì, ma il terrore... quello è tutto mio. Terrore, di cosa poi?
Di ammettere che avevo sbagliato?
Di questo non me la sento di dare la colpa a qualcuno, io ho sempre avuto paura, checchè ne dica mia madre, quando mi racconta di come abbordavo la persone per strada da piccola. Io ricordo di avere il terrore della gente e del mondo da quando ho memoria: all'asilo, alle elementari, a casa... si, sopratutto a casa. Il rispetto è una cosa, il terrore è un altro.
Da dove diavolo arriverà, tutto questo terrore...

Sono riuscita a non piangere, ma ne avevo una gran voglia. E non era solo nostalgia, di brani suonati bene con i polmoni che scoppiavano anche di felicità, di applausi in serate di piazza, di esercizi eseguiti finalmente senza errori e con un suono che quel giorno, miracolosamente, era venuto fuori. C'era anche il suono di quella bacchetta sulla cattedra, quel ritmo che non cambiava mai e che non dimenticherò mai, gli errori, evidenziati da quella voce forte e bassa, il respiro che non veniva, il diaframma che non si apriva, il braccio che cedeva e il labbro che pulsava, gli occhi che si incrociavano, le dita che si bloccavano, la vista che con la fine della primavera cominciava a oscurarsi...
Non sono mai svenuta, mai, ma gli unici momenti in cui pensavo sul serio che l'avrei fatto sono tutti chiusi in due aule spoglie, mentre tengo in mano un pezzo di legno scuro e cromato, con davanti un leggio e un libro che improvvisamente sparivano. Avrei dovuto capirlo fin dal primo giorno, che quello non mi si addiceva nemmeno come hobby.
Ho cancellato dalla testa il suono della bacchetta e ho ripreso a respirare normalmente. Me ne sono andata.

Mi sono fatta anche il resto del Disma, tra batterie, bassi e chitarre elettriche. Anche lì, una completa estranea, anzi peggio, nemmeno un'emozione. Vedevo famiglie, gruppi di ragazzi, studenti, aggirarsi felici, anche chi non sapeva suonare niente e guardava e basta, sorridere, entusiasti. Io non riuscivo a integrarmi, ma proprio per niente. Vedevo solo un mucchio di porte sbarrate, chiuse, come un file protetto che puoi solo vedere e non modificare. Allora sono tornata tra le luci, le casse, i fumi dei laser e delle atmosfere, anche se è un mondo in cui non potrò mai entrare appieno, perchè sono donna e le donne non ci possono stare. Ma era un mondo dentro a cui potevo passare, almeno per il momento.

Il resto è stato tranquillo, se non che io e Doc per la prima volta abbiamo avuto seri problemi di comunicazione. Non abbiamo litigato, semplicemente non ci capivamo, come se parlassimo due lingue diverse. Vai a un po' a capire perchè...
Mi sono lasciata scappare che anch'io in questo periodo sono riuscita a complicarmi la vita e come minimo mi romperà le scatole in eterno per sapere 'che cosa sto combinando'; sicuramente si è già fatto una marea di ipotesi, una più estrema e sconclusionata dell'altra. Gli passerà, ma mi sono beccata della stronza.

Ho comunque preso una decisione: metterò via il clarinetto, del tutto. Lo riporterò a casa e lo chiuderò da qualche parte. Libri di testo compresi.
Non faccio più parte della banda, non suono più al conservatorio e non ho nemmeno più voglia di prenderlo in mano. Il prossimo che in aula chiederà chi sa suonare qualcosa io non alzerò la mano e se qualcuno se lo ricorderà dirò che non è vero, che non sono più capace.
Perchè è vero. Non sono più capace.
Heresiae, martedì, 14 marzo 2006
categoria: me , doc , via dei matti
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