Liviux: A me mi invitano a pranzo e poi se ne vanno senza di me.
C: Chiediti perché.
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Nobel? Ma per cosa?
Ultimamente critico e basta… magari criticare è più facile, magari è l’astio di non avere ancora né le chiavi di casa né camera mia benchè viva nella nuova casa già da una settimana e mezza, magari è il non aver ancora ricevuto lo stipendio e non sapere quando arriverà, chissà, fatto sta che critico.
Anche se criticare i premi nobel è come sparare sulla Croce Rossa.
Ora non fraintendetemi: quando Obama è stato eletto, io ero una tra i più entusiasti. Primo presidente di colore alla White House (!), grandi dichiarazione di riforme per scuole, sanità e immigrazione, insomma, sembrava un mito.
Poi mi sono calmata.
Ho pensato che se un presidente di colore, in una nazione che i problemi razzisti li ha tutt’altro che risolti, è potuto essere eletto, è anche perchè la popolazione afroamericana finalmente è andata in larga maggioranza a votare e questo mi fa contenta (che il degrato dei quartieri afroè tutt’ora il cavallo di battaglia di… qualsiasi cosa) e che prima di esultare per le parole, era il caso di aspettare i fatti (non nascondo, da ottimista). E poi le parole sono parole.
Non voglio dire che il fatto che si sia rifiutato di incontrare il Dalai Lama durante la sua annuale visita negli States abbia minato la mia fiducia in lui… ma ha chiarito che è un politico e gli interessi politici della nazione vengono prima. No cioè, stiamo parlando della Cina qui. Quella di piazza Tienanmen, quella che uccide i pellegrini tibetani e i monaci che osano anche solo dire una parola contro il regime. Che il Dalai Lama, se si avvicina anche solo alla Grande Muraglia, poi tocca cercarne un’altro…
I famosi esportatori di democrazia. (Sì vabeh, ma lo sapevamo tutti, solo che chiarisce che gli States non sono poi così vicini a un tanto sospirato cambiamento di rotta).
Quindi questo nobel per la pace mi sembra un pochetto prematuro. Ho il sospetto che glie l’abbiano dato più per l’essere riuscito ad arrivare alla Casa Bianca col suo colore di pelle che altro, perchè 1. i soldati USA, in medioriente, sono tutt’altro che prossimi ad andarsene e mettere giù i fucili, 2. per ora ha fatto come il Papa, stretto tante mani, fatto tante conferenze stampa e “… e poi vorrei la pace nel mondo, quindi perchè non smettete di litigare?”
Cioè, non è colpa di Obama, ma noi europei siamo sempre più gonzi.
(O forse l’unico altro candidato era davvero Berlusconi… e in quel caso ritiro tutto!)
Fenomenologia del bulletto
Il fatto che, finalmente, dopo mesi che siamo alla mercè di un uomo che stava distruggendo quel poco di buono che era rimasto in Italia (mercè voluta, tra l’altro), finalmente la Costituzione si prende la sua rivincita è praticamente orgasmico (la rete ne ha avuti già un centinaio a ripetizione).
E’ come se, finalmente, dopo anni di angherie, lo sfigato finalmente si incazzi e si rifiuti di dare al bulletto i soldi per la merenda, magari dandogli anche un pugno, così, per coronare il momento di coraggio.
Godere è così immediato e istantaneo che tocca realmente stare attenti alle reazioni.
Ora, la fenomenologia del bulletto dopo lo sgarro è chiara:
- reazione da: “Ce l’hanno tutti con me” ma questa è un arte che ci propina da anni e non scuote più nessuno
- “Non è giusto! Me l’avevi promesso!”, sì beh sai, il diritto di cambiare idea fa parte dei diritti fondamentali dell’uomo, che tra l’altro tu hai esercitato spessissimo (mo’ voglio vedere se si mette a voler riformare pure la Convenzione di Ginevra per esentarne tutti tranne lui)
- “E a me non me ne importa niente”, figurati a noi!
- “E io faccio come mi pare lo stesso”, ho solo 24 anni di vita, ma ascolta quel poco che ho imparato fin’ora: a far finta di nulla, non solo problemi non spariscono, ma diventano sempre più grandi! (Continua a ignorali! Continua!!)
Ora voglio solo sentire la parte del “Ti aspetto fuori”. Voglio proprio vedermelo, in tenuta wrestler, a tentare di tirare fuori Napolitano dalla macchina. Nuovi orgasmi per tutti!