Nino è tornato dal Dottore.
Sta decisamente meglio di prima XD
Is there a doctor here?!?!
Nino è malato.
Malato grave, terminale.
Come tutti i malati terminali informatici, ha subito un salvataggio dati forzato (smonta il disco fisso, infilalo in un cassetino e svuotalo) e stasera mi toccherà andare a riprenderlo dopo una forzata reinstallazione del sistema operativo.
A detta del Dottore il ripristino non potevo farlo io. E vabbeh, meglio così, che il Dottore mi fa anche un sacco di begli aggiornamenti e mi metterà anche un programmino antivirus come si deve (perchè io ho idolatrato Avast senza alcun motivo per tutti questi anni?), che non sarà gratuito, ma venticinque euro all'anno le posso spendere (non ricordo più qual'è...).
Inoltre stamattina ho fatto la prima visita ginecologica della mia vita. Pensavo peggio, anche se il mio utero si sente ancora un po' violato, ma gli passerà.
Minchia che mal di pancia... speriamo che il pollo arrosto lo plachi.
Nino non si avvia più.
=(
UDITE! UDITE!
Ho ripristinato Nino!
E dopo tre giorni di travaglio che cos'è che apprezzo di più?
La ritrovata velocità in avvio? No.
L'assenza di ingrippamenti infiniti? No.
Sessanta gigabyte di spazio? No.
Cosa allora?
Ma il riuscire a vedere i video di youtube con Mozilla ovviamente.
Uccidetemi...
Sfogo notturno
Anche a me capita, già...
Sta per succedere.
Giovedì si va in valle. Si va in valle e ci si rimane per due mesi tondi tondi. Giorno più, giorno meno.
Si va in valle e si cerca di racimolare tutti i soldi che servono per la scuola, ammesso che mi ammettano.
Sono tante le cose che non sono riuscita a fare mentre ero qua.
Non sono riuscita a mettere a posto la cantina.
Non sono riuscita a continuare e completare alcune storie.
Non sono riuscita a rimettermi in contatto con l'azienda.
Non sono riuscita a dare a Mary i bannerini che mi aveva chiesto.
Non ho trascritto la storia che volevo far leggere ad Alice.
Non sono riuscita a curarmi.
Non sono riuscita a rimettermi in sesto psicologicamente.
Non sono riuscita a trovare un punto fermo.
Non sono riuscita a rimanere me stessa.
L'ultima è la peggiore.
Da quando sono qua mi sendo ancora una dodicenne terrorizzata dal mondo che pensa di non meritare assolutamente nemmeno la metà dell'attenzione che riceve quotidianamente dalle persone che frequenta. Allo stesso tempo, qualcosa dentro di me si ricorda di Venezia, e Milano, e Valenza. Così mi sento anche in diritto di arrogarmi meriti e qualità, che mi portano a sballarmi completamente e non riconoscere i miei limiti. Come al solito. Ecco, questo forse poteva anche cambiare.
Non so come sarò quando scenderò da là. Non so nemmeno se c'è un internet point su là. Mi porterò un paio di Cd per fare qualche update, dato che Nino verrà con me.
Si, non ve l'avevo detto, ho perso Penny. L'ho persa la settimana che sono andata a fare il trasloco giù a Milano. Mi deve essere scivolata fuori dallo zaino. Mai successa prima una cosa del genere.
Stanotte ho sognato di essere ammessa alla Holden.
Stavo davanti a Nino e guardavo una lista di nomi. Il mio era tra i candidati messi in lista per la probabile ammissione. Ok, non era un ammissione vera, ma solo che avevo passato il primo turno di selezione, anche se non ho la più pallida idea di come ci scelgano.
Domani ho un servizio in CRI. Mi avevano chiamato (l'altro)ieri per farne uno stamattina prestissimo, ma stavo andando a Canevaworlde non sapevo a che ora tornavo. Alla fine all'una ero qua e quando mi hanno chiamato oggi(ieri), non ce l'ho fatta a dire di no. Così domani farò un servizio, andrò sul lago a consegnare i documenti del sito al ristorante eppoi a prendere una cena cinese, che domani(oggi) mia madre compie gli anni. (Auguri mamma!)
Abbiamo una lavatrice rotta, non ho la metà delle cose che mi dovrò portare su. Nonostante tutto il posto non è sicuro perchè l'apocalisse da quelle parti è prossima a scoppiare. Spero che i cugini riescano a trattenersi fino alla fine della stagione. Altrimenti uccido la Vero e la sua boccaccia infame ed è fatta.
Continuo a trattenermi dal sentirmi attratta da qualcuno. Si, potrei lasciar andare le mie fantasie su qualcuno, solo per sfogo... ma non ci riesco nemmeno.
Oggi mi hanno fatto una domanda: ma tu, da che tipo di persona sei attratta?
Sapete che non me lo ricordo più?
E non è l'astinenza, è proprio il lavaggio del cervello che subisco quando torno qui.
Odio così tanto vivere qui, che mi trasformo, completamente. La mia psiche, il mio aspetto, la mia postura... tutto.
Sono così stanca.
La decisione è questa: ammessa o no, io prendo e me ne vado. Forse finirò a fare la cameriera in spiaggia, ma almeno non sarò qua.
E un giorno riuscirò a esprimerlo bene, su una pagina bianca, cosa vuol dire scegliere di esiliarsi e rendersi alieni alla propria patria.
E un giorno riuscirò ad scrivere la contraddizione dolorosa, di un amore folle per le proprie radici e l'odio eterno per il doverle vivere.
Era una notte...
... buia e tempestosa.
Quanti romanzi o racconti di terza categoriasono cominciani così? Per non parlare dei film e telefilm. E' un'espressione talmente trita e ritrita che quando capita sul serio una notte buia e tempestosa... ti sembra quasi di sminuirla.
Però era davvero una notte buia e tempestosa.
In realtà era una sera, ma le nuvole erano talmente dense e talmente basse sui monti che nonostante fossero appena le otto potevamo ben dire: "Ehi! E' notte!"
I lampi avevano cominciato a rischiarare il cielo, anzi no, le nuovle, che di cielo non ne avremmo visto un pezzetto manco a chiamare in aiuto Medioman. Su, sul promontorio di Trasquera, poco sopra la vecchia Chiesa dei Signori di Lei (un giorno vi racconterò la leggenda), nuvole e lampi si accanivano in maniera particolare. E sbadabim! sbadabem! sbadabum!, uno di quei fulmini decise di prendere la mira meglio dei suoi fratelli, e con uno sbadabam! particolarmente ben riuscito, andò a cadere con precisione millimetrica sulla scatola della radio trasmittente che assicurava la mia connessione via wi-fi con il mondo - portandosi via anche un metro di cavo per sicurezza.
Missione: compiuta.
Neanche Tom Cruise ci sarebbe riuscito così bene.
Sta di fatto che P., uomo a cui mi sto affezionando particolarmente per la solerzia con cui svolge il suo lavoro - che consiste appunto nell'assicurarsi che io sia sempre collegata con il mondo - quando gli mando su sms perchè da tre giorni la rete si rifiuta di darmi la mia dose giornaliera di dati, me lo vedo arrivare in cinque minuti netti (Capito Batman?) con un sosia di Nino al seguito e la notizia del kaput della radio. Precisiamo, della radio che trasmetteva in lontananza. Perchè ovviamente io sono nella casa più lontana dalle antenne... dieci metri più in là non arriva il segnale. (Che culo eh?). Avevano rappezzato il cavo come meglio avevano potuto e rimesso in funzione le altre antenne che per lo shock si erano disattivate, ma per la vittima dell'attentato era ben altra faccenda: serviva un pezzo di ricambio e l'intervenzo dei Pezzi Grossi.
Risultato: tutto il paese si connetteva tranne me.
Però oggi è comparso un delegato dei pezzi grossi, che in contatto walkie-talkie viola con il mio adorato P. (Che stava sopra un palo a regolare l'antenna nuova nuova - cioè faceva il lavoro sporco) controllava che io potessi connettermi.
Ed eccomi qui!
Contenti che son tornata, vero?
....
Vero?!?!
....
Insomma, potreste almeno fare finta. Non vi faccio il riassunto delle puntate precedenti eh?
.....
Peggio per voi. Ve lo farò lo stesso.
Più tardi però magari, che sono finalmente riuscita ad avere la macchinetta della ceretta, ceretta e strisce pretagliate, e tra un quarto d'ora sarà pronta.
Terrò acceso Nino. Se le vostre casse cominciano a trasmettere urla disumane mentre siete collegati al mio blog, sì, sono io.
Hasta.
Ho una nuova bimba, si chiama Hetta.
È una bimba molto simpatica poiché mi permetterà di unire due delle mie passioni di sempre: il disegno e il computer. Lei e Nino fanno conoscenza pian piano: al principio non sembrava stessero bene insieme, ma stilisticamente sono troppo belli, credo che diventeranno una bella coppia duratura.
Nino è molto contento, lampeggia che è un piacere. Lo è un po’ meno il suo mouse e devo ancora capire come si usa quello di Hetta, ma io sono un impiastro, ho i miei tempi…
Certo non è facile per me andare d’accordo con lei. Al principio non riuscivo nemmeno a muovere decentemente il puntatore sullo schermo, non vi dico quando ho provato a scrivere qualcosa. Poi mi sono intestardita e ho fatto questo:
Un classico, ho imparato su questi alberi a usare la matita come più mi aggradava, non vedevo perché non usarli anche per Hetta.
(Qual’è la diagnosi dottor Stormy? Mi dica che la posso internare, la prego!!!)
Certo non è “esattamente” come lo volevo, le montagne si perdono tra le nuvole, l’albero sembra fatto coi pennarelli in un momento di scazzo e il lago… Ah! (Le linee dritte non so se le verranno mai…)
Dopo aver fatto conoscenza con la matita di Photoshop, ho deciso che era anche il caso di farle conoscere Flash e devo dire che col secondo va più d’accordo col primo. (Ma il fatto che Flash ammorbidisca da solo le curve non centra niente, davvero…) Però quando poi sono tornata al caro e vecchio Photoshop mi sono accorta che riuscivo a scrivere piuttosto bene e senza guardare Hetta!!!
Insomma, io lei e Nino siamo un gran bel triangolo, che funziona decisamente meglio di quello di CSI dell’altra sera. Non credo che una di noi ucciderà Nino, o almeno lo spero (No, quello lo farà il simulatore Nintendo che hai installato!)
Ehm…
Però, insomma Nino, è già la seconda amante che ti trovo! Quand’è che comincerai a ricambiare il favore?
Ho bisogno di fare sesso, sul serio…
(Ma non si accettano proposte via internet, da parte di forumisti, triadisti, fakeristi, aspiranti sotto triadisti e qualsiasi categoria uscente dal delirante mondo mangaittiano e non.
Si accettano invece bei maschioni da telefilm disposti ad avere una relazioni di almeno un mese! Che tanto poi ci stufiamo, è risaputo…)
Dovrei scrivere di Domenica a Valenza ma... devo assolutamente dirlo:
Ho l'ADSL!!!
E sono collegata con Nino!
ç_ç
That is happyness!!
Mi ha tradita!!!!!! T_T
Buaaaaaaaaahhhhhhh!!!
Anche Nino Tradisce ç_ç
Non ci si può più fidare nemmeno dei computer!!!!
Sniff... e non posso consolarmi nemmeno con Penny. Sta a flirtare col fisso sta...
Solo io rimango sempre solo mannaggia >.<
Avevo detto terapia disitossicante non delirante!!!
Fa lo stesso! XD
Quello che vedete languidamente appoggiato su Nino e sul mio quaderno (l’evidente terzo incomodo geloso), è la mia sconfitta. Ebbene si, anch’io ho ceduto a quell’ignobile abitudine che è portare gli occhiali da sole (qualcuno mi spieghi perché si chiamano al plurale).
L’ho fatto perché mi voglio bene. L’ho fatto perché sono abbastanza stufa di dover tenere gli occhi semichiusi ogni qualvolta lascio la penombra di un luogo chiuso, con la conseguenza di cominciare a lacrimare, starnutire per la miriade di impulsi errati che arrivano al mio cervello e provare un terribile prurito che si conclude con lo sfregamento e l’arrossamento finale. Un macello. L’altro giorno mi sembrava di aver partecipato a una rissa da tanto era rosso e cerchiato l’occhio destro. Naturalmente avevo vinto io.Questi (pardon, questo) è il risultato di un quarto d’ora di scelta indecisa alla bancarella più un altro quarto d’ora passato con il commerciate che, pietosamente, ha fatto il giro ed è venuto a darmi una mano. (Grazie, non ce l’avremmo mai fatta senza di lei). Ora posso andare in giro taenendo gli occhi ben aperti e incazzandomi come una iena perché ovviamente i colori saranno tutti sfalsati.Primo motivo per il quale non li ho mai portati: tutto quello che vedi, in realtà ha un altro colore. Perciò se vedo qualcosa che mi piace da morire quando indosso gli occhiali, mi sembrerà una cosa abbastanza banale nel momento stesso in cui li tolgo per vedere meglio. Viceversa, potrei non accorgermi di quanto sia bello quel che vedo se non me li tolgo (come le sei di sera con qualche nuvola proprio sopra Marghera, il sole che penetra a raggi e fasci dalle nuvole dando l’impressione che una pioggia dorata stia avvolgendo tutta l’area industriale, che in quel momento pare essere immersa nell’atmosfera festosa e sacra del villaggio dei Giganti… ma questa è un’altra storia). Secondo motivo: a me da fastidio parlare con una persona che li porta, quindi non li porto.
Quando una persona porta gli occhiali da sole spesso non se li toglie se parla con qualcuno, io lo detesto. Il contatto visivo faccia a faccia durante una conversazione può essere essenziale a seconda dei casi. Non dico che devo farmi venire il torcicollo e procurarmi parecchie lesioni fisiche se stiamo andando in giro per Venezia, ma se stiamo fermi a un tavolino di un bar, in aula, semplicemente davanti alle macchinette (che miracolosamente potrebbero aver deciso di funzionare), ecco, voglio il contatto visivo. Gli occhi dicono l’altra metà del discorso che non esprimi a parole e siccome sono in pochi quelli che riescono a mascherare se stessi anche negli occhi per me è diventata un’abitudine osservare anche la metà di discorso non detto, soprattutto se ci sono in ballo argomenti delicati. Certo, a scuola è difficile che si parli sul serio di argomenti delicati e gli occhi in genere sono in unisono alle parole/espressioni/gesti, ma porcamiseria mi da fastidio lo stesso! Mi sa che d’ora in poi questo occhialetto farà parecchio su e giù da mio naso durante la giornata…Terzo motivo: praticità.Controllo tre volte che io abbia il cellulare dopo che sono uscita dall’aula, lo facevo anche quando lo portavo ancora al collo, i primi tre anni di superiori sono riuscita a farlo anche con gli occhiali da vista, per non parlare delle volte che cercavo l’orologio e lo scoprivo dieci minuti più tardi attaccato al polso. Se per disgrazia mi ci abituo troppo quante volte posso rischiare di perderli in una normale giornata heresiana? Troppe. Non ci voglio pensare. Oddio…Ecco, finita la diatriba sugli occhiali da sole. Ora ce l’ho con il mio fidanzato, non riesco a capire perché non trovo la funzione luminosità del suo monitor. Prima che qualcuno di mia conoscenza mi dica che non son buona (-.-) premetto che io non ho i tastini che mi permettono di farlo come sui monitor tradizionali e le proprietà del deskstop mi permettono di fare di tutto e di più, ma non modificare la luminosità di Nino! (A meno che io non decida di avere solo un colore a tinta unita e non la fantastica vignetta di JD disegnata da A.Fortunato... in arrivo un primo piano inquietatnte di H.Lecter XD).
A si giusto, io e Nino siamo fidanzati.
Dato che parte della mia depressione era dovuta anche agli ormoni non sfogati Nino ha trovato il coraggio di confessare i suoi sentimenti per me e ora siamo ufficialmente una coppia. D’altro canto è il maschio con cui ho passato più tempo (e notti) in simbiosi ed era proprio ora di ufficializzare la cosa. Certo, il rapporto è un po’ frigidino e questa cosa che devo essere io a portarmelo in giro a mano mi manda un po’ in bestia, ma rompe meno dei maschi tradizionali e si accontenta di qualche aggiornamento e un po’ di corrente (senza contare che nel momento in cui mi rompe troppo basta schiacciare un bottone ^_-). Certo, se qualcuno in carne ed ossa desidera farsi avanti lui capirà, io sono disponibile a esaminare qualsiasi candidato (previa presentazione di curriculum con foto, se non proprio nudo perché vi vergognate, almeno in costume da bagno).Vi faremo sapere la data delle nozze comunque.
Sigh… li sto tenendo persino in casa perché c’è comunque troppa luce. Nino è un po’ geloso ma dato che da quando li ho su non starnutisco, piango o mi lamento, sopporta. Il punto è che non si capisce il sesso, se è una femmina potrei diventare io gelosa.Che vita grama…
Però, il post più lungo da una settimana a questa parte. Vuol dire che le connessioni neuronali stanno più o meno tornando a posto.
Speriamo. Ultimamente mi sento come Tuvok nell'episodio di ieri, solo che le sue connessioni neuronali si sono restaurate molto più velocemente delle mie.
Ma quand’è che scrivi la notizia importante?
Dopo, ora voglio giocare ancora a Granny in Paradise.
Ma se l’hai finito!?
Lo giudicherò finito quando potrò fare tutti i centosettantacinque livelli senza crepare nemmeno una volta. E ora taci, devo lavorare.
(-.-)