La sottile linea rossa
Lo sapevate che le note che del mio blog non sono visibili a tutti su Facebook? Questo perchè lavorare in un'azienda multimediale ti porta inevitabilmente ad avere in casella richieste d'amicizia di colleghi.
Alcuni li apprezzi... altri no.
O meglio ancora, alcuni li apprezzi ma non vorresti che leggessero proprio tutti.
Ancora meglio, alcuni sono lì che non riceveranno mai l'amicizia e se glie la rifiuti gli arriva la notifica ed è meglio lasciarla lì a vegetare che se la dimenticano.
Regola numero 1: i capi non sono tuoi amici.
Però loro non sempre lo capiscono e ti chiedono l'amicizia credendo che tanto, è solo Facebook, mica che tu lo usi solo ed escluivamente per parlare con i tuoi amici e rifiuti ogni giorno richieste di sconosciuti e amici di amici mai visti né sentiti.
Regola numero 2: certe cose i colleghi non è il caso che le sappiano. Alcuni. Tipo quelli a cui piace fare bella figura col capo, che se ti lamenti e loro lo sanno, son cazzi. Oppure quelli che comunque non si lamentano pubblicamente del lavoro e fors enon gli fa piacere che invece altri abbiano bisogno di sfogarsi (tipo io).
Regola numero 3: certi proprio non ti piacciono. Ma come fai a dirgli: "Non voglio che sei mio amico su Facebook" senza causa una crisi non nel tuo ufficio, ma nella tua stessa stanza? Che avrei anche potuto lasciarla vegetare, ma quando te lo dicono a voce tutti contenti: "Ehi, ti ho aggiunto!" cazzo fai? Metti private le note, ecco che cazzo fai.
Cheppalle.
Lo sapevate che le note che del mio blog non sono visibili a tutti su Facebook? Questo perchè lavorare in un'azienda multimediale ti porta inevitabilmente ad avere in casella richieste d'amicizia di colleghi.
Alcuni li apprezzi... altri no.
O meglio ancora, alcuni li apprezzi ma non vorresti che leggessero proprio tutti.
Ancora meglio, alcuni sono lì che non riceveranno mai l'amicizia e se glie la rifiuti gli arriva la notifica ed è meglio lasciarla lì a vegetare che se la dimenticano.
Regola numero 1: i capi non sono tuoi amici.
Però loro non sempre lo capiscono e ti chiedono l'amicizia credendo che tanto, è solo Facebook, mica che tu lo usi solo ed escluivamente per parlare con i tuoi amici e rifiuti ogni giorno richieste di sconosciuti e amici di amici mai visti né sentiti.
Regola numero 2: certe cose i colleghi non è il caso che le sappiano. Alcuni. Tipo quelli a cui piace fare bella figura col capo, che se ti lamenti e loro lo sanno, son cazzi. Oppure quelli che comunque non si lamentano pubblicamente del lavoro e fors enon gli fa piacere che invece altri abbiano bisogno di sfogarsi (tipo io).
Regola numero 3: certi proprio non ti piacciono. Ma come fai a dirgli: "Non voglio che sei mio amico su Facebook" senza causa una crisi non nel tuo ufficio, ma nella tua stessa stanza? Che avrei anche potuto lasciarla vegetare, ma quando te lo dicono a voce tutti contenti: "Ehi, ti ho aggiunto!" cazzo fai? Metti private le note, ecco che cazzo fai.
Cheppalle.
Heresiae, lunedì, 26 ottobre 2009
categoria: me , torino, il bello del mio lavoro, heresiae commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)





